Progetto di studio multicentrico osservazionale trasversale
sulla diagnosi precoce delle malattie polmonari ostruttive


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RAZIONALE DEL PROGETTO

Le malattie respiratorie croniche, terza causa di morte nella nostra Comunità

Le malattie respiratorie croniche costituiscono un’emergenza. Il database dell’OMS riporta in Italia, nel 2001, su un totale di 556,892 morti, 64.984 morti per cause respiratorie, di cui 31.968 per tumori polmonari, 16.295 per malattie respiratorie croniche ostruttive, 8.377 per polmoniti e 8.344 per altre cause respiratorie. L’emergenza nasce dal fatto che la loro frequenza e diffusione è elevata nonostante esse siano sottostimate e pertanto è immaginabile che la situazione reale sia ancora peggiore. La sottostima è contemporaneamente conseguenza e causa della sottodiagnosi: infatti una malattia ritenuta poco frequente è anche poco sospettata, e di conseguenza poco indagata. Molto spesso il paziente che riferisce dispnea da sforzo viene avviato a fare un elettrocardiogramma o a una visita specialistica cardiologica, salvo ricorrere allo pneumologo in un secondo o anche terzo tempo, quando il primo consulto non abbia dato indicazioni dirimenti.

La sottodiagnosi ha conseguenze non solo epidemiologiche, ma anche cliniche, dato che, essendo scarsa l’attenzione riservata a tale patologia dal singolo e dalla comunità, i malati di questa patologia sono sottotrattati (15). Spesso nemmeno chi ne è affetto sa di avere una malattia cronica ostruttiva, i cui sintomi vengono volta per volta interpretati come dovuti alla allergia (quelli dell’asma) o alla età (la Bronco-Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Anche una volta posta la diagnosi, in molti casi, la terapia non è ottimale e non viene seguita correttamente.

Il risultato netto è una serie di danni: all’individuo (per scarsa o nulla programmazione dell’assistenza specifica ai malati- si pensi che finora per la BPCO non è prevista in Italia alcuna esenzione dal ticket), alla comunità (per diagnosi tardive e terapie inappropriate che determinano un numero non inevitabile di invalidità) e anche al bilancio della sanità (uno studio francese ha infatti dimostrato che i costi dell’assistenza non programmata, determinata dalla sottodiagnosi, sono doppi rispetto a quelli dell’assistenza programmata).

La prevalenza delle malattie respiratorie croniche e il costo della loro assistenza sono destinati ad aumentare. Essendo le malattie respiratorie croniche o le loro conseguenze eventi della terza età, il numero totale di malati è in aumento, dato il crescere dell’età media della popolazione e i progressi nella assistenza che hanno allungato la sopravvivenza media dei malati. Per questo il Piano Sanitario Nazionale italiano 2006-2008 ha posto le malattie respiratorie croniche tra le quattro priorità di salute.

Come detto nell’introduzione, per rimediare alla situazione descritta è nata la GARD dell’OMS che viene attualmente implementata sia a livello internazionale, mediante il piano 2008-2013, sia a livello nazionale italiano (GARD-I). Tale iniziativa è stata lanciata a Roma nel giugno 2009 e ha già prodotto un documento di strategia. La GARD-I coerentemente con quanto raccomandato dalla GARD internazionale ha tra i suoi obiettivi quello di fornire un quadro delle emergente epidemia delle malattie respiratorie croniche non trasmissibili (per le quali vi sono insufficienti dati epidemiologici) e quello di migliorare e consolidare il sistema di accessibilità alle cure e il trattamento complessivo delle persone affette da malattie respiratorie croniche.

I principali mezzi per migliorare l’assistenza alle malattie polmonari croniche e l salute complessiva della comunità sono:

   - la diffusione della prevenzione primaria,
   - la promozione della diagnosi precoce
   - l’ottimizzazione del trattamento terapeutico e riabilitativo dei casi noti.

Sul piano operativo, si tratta di:

   - prevenire lo sviluppo della BPCO attraverso una consistente riduzione del numero di fumatori nella comunità;
   - migliorare la diagnosi della BPCO, in particolare attraverso un utilizzo più diffuso dei test spirometrici che rappresentano il gold-standard per la diagnosi di BPCO
   - aiutare il paziente nell'auto-gestione della propria malattia, attraverso la riabilitazione respiratoria;
   - integrare l'assistenza dei pazienti affetti da BPCO, ossia collegare le cure specialistiche e quelle primarie.

      

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